giovedì 16 maggio 2013

Intervista Alberto Forni - Guida al self publishing

Ciao amici, oggi intervisto per voi Alberto Forni che ci presenta il suo ultimo lavoro Tutto quello che devi sapere per pubblicare (e vendere) il tuo e-book - Guida al self publishing che trovate nei principali on line stores in formato e-book. Ma prima conosciamo la sua biografia e la sinossi dell'ultimo lavoro.


Biografia.
Sono nato a Bologna di venerdì 17 ma non sono scaramantico.
Per Stampa Alternativa ho curato il millelire Scrittrice precoce a pochi mesi scriveva il suo nome - Autobiografie di scrittori non illustri e il volume Mondo Hacker 1.0.
Ho pubblicato la raccolta di racconti Avanti Veloce - Cronache da un mondo pop (Fernandel, Baldini&Castoldi).
Sono stato fra gli autori della trasmissione radiofonica Dispenser di Radio 2 e di quella televisiva Viva la crisi di Rai 3.
Ho scritto per riviste come Wired, T3, Flair, Grazia, Panorama, Linus.
Sono autore del blog Fascetta Nera, dedicato alle fascette dei libri, e del sito iltuoebook.it che si occupa di editoria digitale e self-publishing.

Sinossi.
Che cos’è il self-publishing? È solo un campo giochi per scrittori incompresi o l’ultimo passo di una rivoluzione dell’editoria iniziata vent’anni fa con il desktop publishing?
Oggi, chiunque può pubblicare un e-book e andare alla ricerca di potenziali lettori. E per quanto il successo non sia alla portata di tutti, le potenzialità rimangono.
Questa guida affronta molti degli aspetti legati all’autopubblicazione, a partire dalla realizzazione tecnica di un libro elettronico fino alla sua promozione. Perché se a uno scrittore tradizionale è richiesto solo di saper scrivere (o al limite, in qualche occasione, di saper anche parlare di ciò che scrive), uno scrittore “indipendente” deve essere in grado di correggere e formattare il proprio testo, creare una copertina, scegliere il “giusto” prezzo da applicare al libro o i canali attraverso cui distribuirlo, deve conoscere bene il funzionamento degli store digitali e magari avere anche qualche nozione di base sui principali aspetti fiscali o i meccanismi dei motori di ricerca. Senza contare l’impegno richiesto per la promozione, che rischia di diventare un’attività parallela.
Insomma, diventare editori di se stessi può anche sembrare un’idea entusiasmante, ma richiede senza dubbio molta applicazione. La strada del self-publishing può essere ricca di soddisfazioni, ma è necessario comprendere a fondo i meccanismi di un ecosistema che si trova ancora in una fase pionieristica e le cui regole vengono ridefinite di continuo. Chi pensa che basti rendere disponibile il proprio e-book su qualche sito per venderne migliaia di copie, non si comporta diversamente da chi invia un dattiloscritto a un editore e si aspetta che a stretto giro di posta gli arrivi un contratto di pubblicazione.
È vero, come insegnano le storie di successo degli autori self-published d’oltreoceano, che la ricetta è molto semplice: basta scrivere un buon libro e saperlo promuovere. Ma come ogni buon cuoco sa, a volte sono proprio le ricette più semplici a rivelarsi le più difficili.

Intervista.
1) Ciao Alberto, benvenuto nel blog Sussurri di Parole. Sei autore di programmi radiofonici e televisivi, hai pubblicato diverse opere e ora stai promuovendo il tuo ultimo lavoro incentrato sul self-publishing. Raccontaci il tuo percorso lavorativo.
- Ciao Antonella, in realtà il mio percorso è molto poco istituzionale. Per varie vicissitudini, dopo la licenza classica ho iniziato a lavorare in banca ma dopo due anni mi sono licenziato. Quindi ho fatto per quasi un decennio il fotografo e l’operatore video poi, alla soglia dei trent’anni, ho deciso di provare a scrivere perché era la cosa che volevo fare da sempre. Ho iniziato a scrivere dei racconti e a farli girare, caricandoli sul web (che all’epoca, metà degli anni Novanta, era una grande novità) e mandandoli ad alcune riviste di letteratura. Ho cominciato quindi ad apparire su queste riviste e anche in alcune antologie, poi ho curato due libri per Stampa Alternativa e nel 1998 sono arrivato alla pubblicazione con un piccolo editore di Ravenna: Fernandel. Tre anni più tardi questa raccolta di racconti, Cronache da un mondo pop, è stata acquistata e ripubblicata dalla Baldini&Castoldi con il titolo di Avanti Veloce. In quel periodo avevo iniziato a lavorare per una trasmissione radiofonica di Radio 2, Dispenser, che ha avuto così tanto successo da andare avanti per dieci anni. In questo periodo ho smesso di scrivere narrativa, quello che facevo mi bastava e mi dava soddisfazione e comunque non sentivo di avere niente da dire. A partire dal 2010, quando la trasmissione è finita, ho fatto per un po’ il giornalista freelance scrivendo per varie riviste come Wired, Flair, Grazia, Panorama e altre. Però la situazione dell’editoria, e in particolare dei periodici, è ormai compromessa e non vedo alcun futuro percorribile per questa professione. Sono invece molto attratto dall’editoria digitale e dal self-publishing ed è in questo settore, adesso, che sto cercando di aprirmi una strada. L’anno scorso poi mi sono anche riavvicinato alla narrativa: avevo una storia in testa che volevo raccontare da anni, una storia incentrata sulle velleità artistiche, sull’ambiente dell’arte “con contributo dell’autore”. Così ho scritto questo romanzo, Seguirà buffet, che mi sono da poco autopubblicato.

2) Qual è la tua opinione riguardo all’auto-pubblicazione? Ritieni che sia più facile inserirsi in un contesto letterario oppure si è “screditati” per non avere un marchio editoriale?
- Io credo fortemente nell’autopubblicazione perché credo da sempre nell’autoproduzione, che non dimentichiamolo ha una storia di tutto rispetto nel mondo artistico del Novecento: a partire dal dadaismo per arrivare al punk. Nei primi anni Novanta, sull’onda del desktop publishing, acquistai un computer, uno scanner e una stampante laser per farmi una fanzine musicale in casa. Impaginavo, stampavo, collazionavo, imbustavo e spedivo, oppure andavo nei negozi di dischi e lasciavo qualche copia. Adesso, il fatto che uno il proprio prodotto lo possa non solo realizzare, ma anche distribuire e vendere mi sembra un fatto straordinario, una rivoluzione epocale.
Certo, le case editrici fino a oggi hanno avuto una funzione di filtro, e al di là delle polemiche sulla selezione editoriale, che ovviamente è un meccanismo tutt’altro che perfetto, hanno comunque costituito un baluardo che impediva a prodotti che stanno abbondantemente al di sotto della media di raggiungere il mercato. Nel self-publishing invece l’unico giudice è il mercato, il che se vogliamo è anche un fatto positivo, il problema è che non c’è nessun tipo di controllo o selezione e onestamente, bisogna dirlo, la qualità media delle autopubblicazioni è ancora piuttosto bassa. Poi, un po’ anche per questo motivo, continua a esistere il pregiudizio che se uno si autopubblica è perché in fondo non ha trovato nessuna casa editrice che lo volesse fare. Io credo e spero che pian piano questa idea cambi e l’autore self-published sia visto come uno che ha scelto questa strada per altri motivi: l’immediatezza con cui è possibile realizzare un progetto, la libertà di cui si può godere e anche, perché no, per il fatto che a parità di vendite si tratta comunque di una scelta economicamente vantaggiosa.

3) Cosa propone la tua guida al self-publishing? Illustraci i punti chiave indispensabili per gli autori indipendenti.
- Il punto di partenza è ovviamente quello della scrittura. E chiunque abbia fatto il lettore per qualche casa editrice o si sia confrontato con l’invio spontaneo di dattiloscritti sa che la qualità media di quello che gira è piuttosto bassa. E non parlo solo di quella fetta di scrittori che fa errori ortografici o mette insieme delle frasi involute che capisce solo lui, ma in generale di chi ha magari una qualità accettabile ma comunque non mostra niente di particolare o eclatante, sia a livello di storia che di linguaggio che di capacità di saper raccontare. Non entro di più nell’argomento perché da una parte c’è sicuramente una questione di gusto personale che incide nei giudizi, dall’altra, purtroppo, una capacità di accettare e ascoltare le critiche che spesso è prossima allo zero. Io mi rendo conto che uno scrittore vuole solo sentirsi fare dei complimenti, fa parte del gioco, funziona così anche per me, però chi è sordo e impermeabile a quello che viene dall’esterno non può fare alcun passo avanti, non può migliorare. Per questo motivo, intendo occuparmi quasi solo di aspetti tecnici e visto che nel self-publishing l’unico responsabile di quello sta sulla pagina è l’autore, be’, allora è giusto che se la prenda lui questa responsabilità. Quindi, a prescindere dalla capacità di partenza riguardo alla scrittura e alla storia, i due punti fondamentali sono: un buon libro e la capacità di promuoverlo. Un buon libro significa un testo pulito e privo di errori, un e-book con una copertina professionale, formattato e presentato bene. La capacità di promuoverlo significa far sapere agli altri che il libro è disponibile e far venire loro la voglia di leggerlo. Questo non è facile, soprattutto perché ancora non ci sono regole codificate e tutti stanno facendo esperienza, cioè dei tentativi, con più o meno successo. Inoltre il confine tra autopromozione e spam è labile e bisogna stare molto attenti a non superarlo. Per costruirsi una reputazione servono molti sforzi, ma basta poco per distruggerla. Quindi nel mio libro vengono trattati tutti gli aspetti che un neofita che si avvicina all’editoria digitale e al self-publishing deve sapere. Perché forse non ci si pensa ma per quanto l’idea di diventare editori di se stessi sia entusiasmante, richiede il fatto di farsi carico, oltre alla scrittura, anche di tutta una serie di competenze che solitamente, fino a oggi, erano delegate all’editore, quindi l’editing del testo, la correzione delle bozze, la realizzazione della copertina, la formattazione del testo, la creazione dell’e-book, e poi questo libro va messo in vendita, bisogna sapere come proporlo, far sapere che esiste, farsi promozione, insomma, ci sono tante cose che improvvisamente finiscono sulle spalle di un autore. E spesso l’autore non è in grado di affrontare tutto questo, o perché non possiede le competenze tecniche, oppure perché non sa dove rintracciare le informazioni. Ecco, io spero che questa guida possa essere utile a tutti quelli che vogliono tentare questa strada.

4) Tu sei un autore che ha pubblicato con case editrici. Qual è la differenza tra la pubblicazione con un gruppo editoriale e l’auto-pubblicazione? Ritieni che i primi siano “favoriti” rispetto ai secondi o ci stiamo avvicinando alla parità?
- Il percorso tradizionale è ancora in vantaggio per due motivi. Il primo è l’imprimatur che la pubblicazione con una casa editrice conosciuta porta con sé. Certo, magari ci sono libri autopubblicati di buon livello e invece schifezze edite da grandi case editrici ma sono eccezioni, il concetto non cambia: fra dire che hai pubblicato con Feltrinelli e che ti sei autopubblicato c’è un abisso incolmabile. In parte si tratta sicuramente di un preconcetto, come ho detto prima, che comunque ci vorrà un bel po’ di tempo perché cambi. Sull’altro versante invece, quello strettamente economico o del “ritorno” che uno scrittore può avere da una pubblicazione, la forbice si va restringendo. Un libro tradizionale ti dà ancora una certa visibilità e ti permette magari di creare dei contatti, ottenere delle collaborazioni editoriali, però il settore è molto in crisi e l’indotto è sempre meno, per cui quando io sento di qualche autore self italiano che in un anno ha portato a casa mille o duemila euro mi sembra già un bel passo avanti, visto che spesso un esordiente tradizionale quella cifra lì non la vede né sotto forma di anticipo né di diritti d’autore. Poi certo entrare nel giro editoriale ha comunque ancora un certo prestigio e come ho detto dei ritorni, ma dal punto di vista delle royalties, visto che l’aspettativa media per il libro di uno sconosciuto è tipo 500 copie, il divario si sta per annullare. Se poi teniamo conto che nei prossimi anni la penetrazione del libro elettronico crescerà, a scapito di quello tradizionale, il momento in cui si arriverà a un bilanciamento è piuttosto vicino.

5) Parlaci del tuo blog Fascetta Nera.
- Il blog è nato circa un anno fa e pubblica principalmente fascette, che poi io commento in maniera sarcastica. Pubblico anche materiale riguardante il marketing editoriale in senso più ampio, ma sempre prendendo di mira i difetti dell’editoria. Devo dire che il riscontro che ha avuto mi ha un po’ colto di sorpresa. Non solo ne hanno parlato diversi quotidiani come La Repubblica o Il Giornale, ma ormai nell’ambiente editoriale è conosciuto praticamente da tutti. Diciamo che finché mi diverto, vado avanti.

6) Programmi futuri?
- Per il momento sono impegnato nel far conoscere la guida che ho scritto e il sito iltuoebook.it, che spero diventi un punto si riferimento per il self-publishing italiano.

7) Grazie per essere stato con noi, saluta i nostri lettori come preferisci.
- Auguro tanti libri autoprodotti (fatti o letti) a tutti.

I miei e-book (senza fascetta)
http://amzn.to/124wNn8



lunedì 6 maggio 2013

intervista a Louise Candlish-recensione Da quando non ci sei

Ciao amici oggi ho il piacere di intervistare per voi Louise Candlish che ha gentilmente risposto alle mie domande. Di seguito trovate l'intervista originale e sotto la mia traduzione. Nel caso non la conosceste, inserisco la recensione di un suo capolavoro intitolato Da quando non ci sei.
Mi raccomando seguitela sul suo sito web http://www.louisecandlish.co.uk/ e su twitter https://twitter.com/louise_candlish 


1) How much is difficult the writer's job and what is your aim when you are writing a story? 
A writer's job is difficult because of the working conditions rather than the work itself! It's tough to work alone and to keep yourself motivated and focussed. There are endless distractions. I always aim to write stylishly and interestingly, to create convincing characters, but most of all, to tell a story that is surprising and thought-provoking. I strive to bring original elements to my plots because I get disappointed whenever I read a book and can predict from the start exactly what it going to happen.

2) Who is Louise in her private life?
I am a mother of one daughter, who is ten, and the owner of a Labradoodle dog and a black-and-white cat. I love my home city of London. I spend a lot of time writing and so do not have too much time for exciting hobbies, however, I do love escaping to France and Italy for holidays and have set several books in those countries to give me the excuse to keep escaping! (Most recently, Other People's Secrets is set in Lago d'Orta; The Day You Saved My Life is set in Paris.)

3) Which are your projects for the future?
I have just finished The Disappearance of Emily Marr, which will be published in the UK in August. It is set partly in the Ile de Re in France and partly in London. It is the story of a young woman who has an affair with a married man and becomes the victim of media persecution. I'm now working hard on my next novel, in which a young couple buy a house for less than it is worth and try to find out why the previous owners sold up so suddenly.

Traduzione.
1) Quanto è impegnativo il mestiere dello scrittore e qual è il tuo obiettivo quando scrivi una storia?
Il lavoro di uno scrittore è difficile a causa delle condizioni di lavoro, piuttosto che il lavoro stesso! È complesso lavorare da solo e mantenere se stessi motivati e concentrati. Ci sono infinite distrazioni. Mi propongo sempre di scrivere con stile elegante e interessante in modo da creare personaggi convincenti, ma più di tutto, di raccontare una storia che sia sorprendente e stimolante. Mi sforzo di portare elementi originali alle mie trame perché vengo delusa ogni volta che leggo un libro e posso prevedere sin da subito esattamente ciò che sta per accadere.

2) Chi è Luisa nella sua vita privata?
Sono madre di una figlia, di dieci anni, e possiedo un cane Labradoodle e un gatto bianco e nero. Amo la mia città, Londra. Trascorro molto tempo a scrivere e quindi non ho abbastanza tempo per passatempi interessanti, però, amo scappare in Francia e in Italia per le vacanze dove ho ambientato alcuni libri per avere una scusa e continuare a fuggire! (Più di recente, Other People's Secrets è ambientato a Lago d'Orta, The Day You Saved My Life, a Parigi.)

3) Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Ho appena finito The Disappearance of Emily Marr, che sarà pubblicato nel Regno Unito nel mese di agosto. È ambientato in parte nella Ile de Re in Francia e in parte a Londra. È la storia di una giovane donna che ha una relazione con un uomo sposato e diventa vittima di persecuzione mediatica. Ora sto lavorando duro per il mio prossimo romanzo, in cui una giovane coppia acquista una casa per meno di quello che vale e cerca di scoprire perché i precedenti proprietari hanno venduto così all'improvviso. 


Scheda libro.
Titolo: Da quando non ci sei
Editore: Sperling and Kupfer
N. Pag. 457

Recensione.
Da quando non ci sei racconta la storia di una donna che trascorre le sue giornate con insoddisfazione. Il matrimonio sembra sorretto unicamente dalla presenza della piccola Emma, l'angelo biondo della casa.
Un giorno giunge la telefonata che nessuna madre vorrebbe ricevere: il pullman della gita, su cui viaggiava la bambina, si è scontrato con una macchina. Ci sono feriti e due morti. Il terrore che Emma sia tra le vittime, le gela il sangue. Ed è così che il sorriso svanisce dandole, però, la spinta a cambiare la monotonia della sua quotidianità. Lascia il marito a Londra e si rifugia a Santorini dove la madre aveva vissuto fino all'adolescenza, dopo la tragica morte della sorella durante un terremoto. 
Rachel parte per scoprire di più sulle sue origini e le dinamiche non proprio chiare di come la zia morì. Sarà la stessa madre a rivelarle tutto ma solo dopo aver toccato con mano il dolore della figlia, un dolore che Rachel cerca di combattere con tutte le sue forze. La donna seguirà il suo percorso grazie all'aiuto di nuove compagnie e sarà in grado di riconquistare la serenità di un tempo per riscoprirsi donna.
Un romanzo dalle tinte forti, di una madre che vede togliersi il dono più grande e, di conseguenza, torna ad essere solo una donna, una moglie poco convinta, ma non più madre. Allontana anche gli amici più cari per non leggere nei loro occhi la pena e la gratitudine per non spartire il medesimo lutto. 
Il lettore tiferà per Rachel fino all'ultima riga e con lei apprenderà vecchi segreti e verità celate da finto perbenismo.  

venerdì 26 aprile 2013

Oggi parliamo di me

Ciao amici oggi vi lascio il link di un'intervista rilasciata al blog dell'autrice Teresa di Gaetano perché affrontiamo temi importanti e soprattutto scoprirete molto su di me come donna e non solo autrice. Quindi vi invito a visitare il suo blog ^_^ http://terrysfantasy.blogspot.it/2013/04/una-conversazione-con-antonella-sgueglia.html
Baci :)

martedì 23 aprile 2013

Giftaway 5 libri in palio

http://libridilo.blogspot.it/2013/04/1-anno-con-i-libri-di-lo-giftaway.html

Ciao amici bloggers, qui sopra trovate il link del blog I libri di Lo, gestito da una collega fantastica. Il 02 Maggio è il suo primo compliblog e noi tutti vogliamo farle i nostri auguri. Io e altre 4 colleghe abbiamo messo in palio una copia autografata del nostro libro. Per partecipare e rientrare nei 5 vincitori dovete commentare il post nel blog al link che vi ho indicato. Avete tempo fino al 05 Maggio ^_^ in bocca al lupo e auguri in anticipo a Lo' ;)

sabato 20 aprile 2013

Audiorecensione Chiarasole, anoressia e bulimia


Ciao amici, stamattina mi è giunta una mail da spreaker in cui diceva di usare la piattaforma altrimenti i miei followers avrebbero sentito la mia mancanza. Seppur sappia che sono messaggi standard, obbedisco presentandovi una buona lettura. Potete ascoltare l'audiorecensione qui  oppure al video sopra riportato.
Si tratta di una biografia di Chiara Ciavatta, scritta da David de Filippi intitolata Chiarasole, col sottotitolo Anoressia e bulimia: un’esperienza di vita e di morte. Su facebook c'è la pagina dell'associazione, cliccate qui per visitarla.
Link al sito internet per l'acquisto del libro: http://www.chiarasole.it/librochiarasole.html


Chiara posa in copertina e sembra difficile credere che una così bella ragazza sia passata per la distruzione di se stessa, privandosi e poi abbuffandosi di cibo e col tragico tentativo di suicidio.
Questo libro è stato pubblicato da Idea Libri nel 2003 e narra, in 200 pagine circa, il tunnel vissuto dalla protagonista. Chiara oggi è una donna sana che ha aperto con suo marito un centro di recupero Mondosole per aiutare le altre ragazze in cerca di aiuto. Il centro si distingue per la passione mostrata dai fondatori che vietano le severe punizioni e violenze fisiche o psicologiche descritte anche nelle pagine di questo libro; orrori che non stimolano la guarigione, anzi, feriscono ancor più quel briciolo di orgoglio  e dignità che provano a mostrare queste giovani.
14 anni di sofferenza con passaggi irrequieti tra anoressia e bulimia con conseguenti effetti drastici sulla salute come l’amenorrea, ossia la mancanza del ciclo mestruale, dimagrimento e scomparsa del tessuto muscolare nel caso dell’anoressia, e gonfiore disomogeneo per la bulimia, con o senza induzione di vomito.
Svenimenti, irritabilità, solitudine e tristezza; incapacità di dialogare con i genitori e sentirsi un caso da studiare per medici e compagni di scuola.
Sono pagine di sofferenza di chi lotta con il cibo, in lotta con una frase udita da piccola, pronunciata dalla madre durante un litigio con suo padre: “Maledetto il giorno che ti ha vista nascere.”
Il rifiuto letto negli occhi ed ascoltato, fece scattare in lei la voglia di dimostrare che i suoi genitori potevano essere orgogliosi di lei, cominciando con l’essere bella. Molti alimenti grassi come i fritti non rientravano nell’alimentazione di quella famiglia ma Chiara li desiderava e li divorava di nascosto, per non sentire la madre chiamarla “golosa”.
Una realtà attuale, inalterata, nonostante i dieci anni trascorsi dall’uscita del libro. Ragazze ossessionate dal peso corporeo, che arrivano a 30 chili e, come nel caso di Chiara, se passano alla bulimia, il loro peso balza a 90 chili. Nessuno riesce a comprendere gesti insalubri se non chi vi sia passato; a volte neppure i medici specialisti nel settore sanno infondere il calore e la comprensione di cui queste anime necessitano.
Non aggiungo altro, vorrei che compraste questo libro, su amazon costa scontato 5 € ed è un’edizione cartacea meravigliosa. Inoltre, potete aiutare il centro Mondosole acquistandolo direttamente dal loro sito al costo di 15 € ossia il prezzo di copertina più le spese di spedizione.
Insieme possiamo sconfiggere il male solo se lo conosciamo. Rinchiuderci nell’ignoranza porta allo sfascio.
Alla prossima.

giovedì 18 aprile 2013

Correzione manoscritti


Ciao amici bloggers, chi più di noi sa quanto sia importante leggere un testo corretto e scorrevole? Prima da autrice e poi da lettrice e blogger conosco bene le dinamiche editoriali. Un testo privo di logica e ricco di ciò che vengono denominati refusi (solo per celare la propria difficoltà nello scrivere), viene rifiutato prima dalla casa editrice, che mai pubblicherebbe - se seria - un testo pieno di errori, e poi dal lettore nonostante si salti il passaggio editoriale inserendo il proprio lavoro su siti di autoproduzione. Quindi, il lavoro di Editor diventa sempre più importante per tendere una mano a quanti hanno in mente una bella storia ma trovano enormi difficoltà. Per la correzione del tuo manoscritto puoi contattarmi all'indirizzo e-mail: sgueglia.antonella@gmail.com
Ti aiuterò non solo da autrice ma soprattutto da correttrice di bozze.
Ciao :)

Intervista a Cetta de Luca, self publishing o editoria tradizionale?


Ciao amici bloggers, oggi intervisto per voi con vero piacere Cetta de Luca che ci racconta i suoi lavori letterari e affrontiamo insieme il tema delicato dell'editoria odierna.


1) Ciao Cetta benvenuta nel mio blog. Ti ho notata su un articolo della rivista Myself e mi ha colpito la tua storia artistica. Tu parti con la pubblicazione del romanzo Colui che ritorna, edito dalla casa editrice Melody ma l'entusiasmo iniziale viene sfumato dalla mancata promozione che ogni autore si aspetta. Raccontaci qual è la tua considerazione sul mondo editoriale in base alla tua esperienza.
- Ciao Antonella e grazie per avermi invitata. Io ho una buona considerazione del mondo editoriale in genere, non si può fare di tutte le erbe un fascio. Il problema è che tutti gli scrittori hanno dell’editoria un’idea “romantica” (me compresa) per cui l’editore adotta uno scrittore e il suo progetto e punta tutto, come alla roulette. Non è così. Gli editori investono su un libro, e il meno possibile. Si tratta di un’operazione commerciale, ovviamente. Oggi è richiesto all’autore di collaborare (come minimo) alla promozione del “prodotto libro” perché con l’avvento dei social network la pubblicità classica (e costosissima) ha perso di significato. Nel mio caso il problema è stato la totale mancanza di promozione. Io non ho collaborato con loro, ho fatto tutto da sola, e questo non era nel contratto. La cosa positiva è che non si trattava di editoria a pagamento (non lo avrei mai fatto), ma in ogni caso di una casa editrice piccola e neonata, che aveva un bel progetto ma, probabilmente, mancava di esperienza. Per fortuna alcune clausole che avevo inserito nel contratto mi hanno consentito di rescinderlo senza penali (rivolgetevi sempre a un avvocato prima di firmare) e, da quel momento in poi, mi sono rivolta al self publishing.

2) Parlaci del tuo primo romanzo, Colui che ritorna.
- Come parlare del primo figlio… Colui che ritorna è “nato” in 21 notti e 21 giorni di gestazione. Di notte scrivevo e di giorno correggevo. Praticamente non ho mai dormito. L’ho scritto in trance. Prende spunto da un fatto realmente accadutomi, esattamente la sera prima che cominciassi a scriverlo. È una storia di “incastri temporali” come è stata definita splendidamente in una recensione. Si svolge oggi e nel tardo medioevo e i protagonisti percorrono le loro vite in parallelo, incontrandosi e separandosi, in un percorso che, in entrambi i casi, dura 37 anni. Li accomuna il pellegrinaggio della Via Francigena, come un cordone ombelicale fisico che lega i fatti, i luoghi, le distanze. È una doppia storia d’amore dove il tempo e lo spazio convergono verso un’unica soluzione. Lo hanno definito anche “romanzo di formazione”, e in realtà lo è, considerando che nel viaggio della vita che i protagonisti compiono c’è la crescita individuale e la ricerca della consapevolezza. E c’è la speranza, quella che ci fa dire ogni giorno che, chissà, tutto può sempre accadere.

3) Come mai prima ti firmavi Sed de Luca? Ha un significato?
- Sed è un nomignolo che mi hanno dato i miei figli da piccoli. La casa editrice lo trovava simpatico come pseudonimo e così lo abbiamo utilizzato. Per gli scritti successivi, la raccolta di poesie e di racconti, ho continuato ad utilizzarlo. Poi ho pensato che fosse giunta l’ora di uscire allo scoperto col mio vero nome.

4) Su Amazon troviamo Appunti, una raccolta di tue poesie con la traduzione in lingua inglese. Ne ho lette alcune e devo ammettere che sono profonde e la traduzione è eccellente. Descrivi il rapporto che hai con la poesia.
- La poesia mi appartiene da sempre. È la prima forma di espressione letteraria che ho sperimentato. Credo di aver scritto la mia prima poesia all’età di 6 anni, e da quel momento in poi non ho mai smesso. Le mie poesie sono generalmente brevi, quasi degli aforismi. In realtà in me vivono due anime: quella narrativa, che ha bisogno di spazio per esprimersi, per descrivere, per approfondire; e quella ermetica, che nella sintesi vede l’immediatezza del pensiero. Amo molto l’ermetismo come movimento letterario e credo che una poesia debba essere così, diretta, senza troppe parole che, alla fine, sono come parafrasi di ciò che si vuol dire. Una poesia è come l’ispirazione che la muove: un lampo di luce.
La raccolta Appunti è nata prima di tutto in lingua italiana. Sono poesie che ho scritto negli ultimi 15 anni e che ogni tanto rileggevo, domandandomi cosa farne. In realtà le poesie tra le quali ho scelto sono molte di più, ma quelle inserite nel libro sono l’estrema sintesi del mio modo di percepire la vita. Nella versione bilingue ho coinvolto un amico, poeta e linguista, per la traduzione. Se tradurre un libro è difficile, vi assicuro che tradurre poesie lo è ancora di più, e con l’amico Lino Milita abbiamo fatto un lavoro a quattro mani che mi soddisfa pienamente.

5) Cetteide è un racconto umoristico sul rapporto tra una figlia cinquantenne single e la madre settantenne vedova. Qual è stata l'ispirazione o l'aneddoto che ha dato il via alla narrazione?
- Io ho definito Cetteide un “divertissement”. In realtà è un diario. Cetteide è assolutamente tutto vero. Lo scorso anno ho trascorso le vacanze con mia madre e già dal viaggio di andata ho capito che sarebbe stata un’estate indimenticabile. Ho cominciato a raccontarla su Facebook e su Twitter. Sono praticamente rimasta in contatto con i miei amici via web e ho raccontato loro, man mano che si verificavano, gli avvenimenti legati alla mia avventura con mia madre. E loro si divertivano e facevano il tifo per la genitrice, ovviamente. Da lì è nata l’idea, a vacanze finite, di raccogliere i racconti in un libro, arricchendolo con quegli episodi che non avevo raccontato.

6) Nata in una casa di donne, sarà molto presto sul mio comodino perché la trama mi incuriosisce. Parlacene.
- Nata in una casa di donne è il mio secondo romanzo. Anche qui il viaggio della vita visto come crescita nella consapevolezza è l’argomento centrale. Ho una particolare predilezione per tutto ciò che riguarda il tempo che passa e i sommovimenti che questo semplice e naturale accadimento provoca in ciascuno di noi. In questo caso specifico racconto la storia di una famiglia “declinata al femminile”, una storia che abbraccia un arco temporale di 50 anni e collocata in un’Italia che dal dopoguerra a oggi, cambia drasticamente e, assieme a lei, tutti i protagonisti. Nella storia l’io narrante è una delle figlie, la più grande, che guarda con occhio non sempre obbiettivo a questa famiglia e scava nel rapporto non idilliaco col padre, unica figura maschile di rilievo. Ci sono quindi i rapporti tra padre e figlie, tra figlie e madre, tra sorelle, ci sono gli scontri, le incomprensioni, gli odi e gli amori. Ma anche qui alla fine c’è la speranza e, soprattutto il perdono. E nel momento del perdono è come se la Nemesi che sempre si ripete, uguale a se stessa, improvvisamente si interrompesse, come a voler dare un nuovo corso a una nuova storia, che è nel futuro e che quindi non si conosce. Questo romanzo è idealmente il secondo di una trilogia, tutta dedicata all’universo femminile, che è cominciata appunto con Colui che ritorna.

7) È il tuo secondo tentativo con una casa editrice, ti senti più spalleggiata o credi che le piccole e medie editorie siano bloccate da una minima diffusione che spesso relegano al loro sito internet senza distribuirlo come dovrebbe invece essere fatto?
- Nata in una casa di donne è il mio secondo tentativo con una casa editrice tradizionale, ma è stato fatto con maggior oculatezza e con più esperienza. L’Erudita è un progetto della Giulio Perrone Editore, quindi ha alle spalle una realtà consolidata dell’editoria indipendente che sta regalando al pubblico lettore autori interessanti (Giuseppe Aloe, ad esempio, finalista allo Strega nel 2012). Certo il problema della diffusione minima rimane. Dipende molto dai costi di distribuzione, per cui le piccole e medie realtà preferiscono distribuire poco e affidarsi di più a una sorta di “print on demand” per evitare resi pazzeschi che non portano nulla a nessuno. Un libro non può restare sugli scaffali a prendere polvere, e il turn over nelle librerie, considerando l’enorme numero di libri pubblicati, è velocissimo.

8) Potresti paragonare le due esperienze da autrice, da self publisher a pubblicata con casa editrice?
Per quanto riguarda le due esperienze devo dire che, in entrambi i casi, la mia partecipazione è preminente. Con il self publishing mi occupo di tutto, controllo tutto e decido immediatamente cosa pubblicare e quando. La promozione pesa tutta sulle mie spalle, e forse questo è il lato più negativo, perché, diciamolo, si trascorrono molte ore sul web. Con la pubblicazione con la casa editrice certo, ho ceduto qualcosa per quanto riguarda i diritti d’autore, ma almeno c’è collaborazione per quanto riguarda la promozione e un supporto professionale e qualificato per tutto ciò che riguarda l’editing e l’oggetto libro. E in più c’è la distribuzione nelle librerie, minima, ma c’è.
Credo che il selfpublishing sia un’esperienza incredibile per quanto riguarda gli e-book, frontiera che ancora gli editori tradizionali affrontano in modo approssimativo o non cogliendone appieno le potenzialità. Pensiamo agli alti costi che ha un e-book pubblicato da una casa editrice e al vincolo dei DRM. La problematica reale sta nella credibilità che lo scrittore ha nei confronti del lettore nel momento in cui si autopubblica. Ma le cose stanno cambiando e sempre più spesso accade che l’editoria tradizionale si affacci al self publishing “pescando” quegli autori che emergono e pubblicandoli tradizionalmente. In pratica l’autopubblicazione funge un po’ da scouting letterario, evidenziando i gusti del pubblico e le tendenze di mercato. Lo so, così si commercializza la cultura, ma la realtà è questa: si vende ciò che si vende.

9) Grazie Cetta di aver accolto la mia richiesta, saluta i nostri lettori come preferisci e in bocca al lupo per la tua carriera.
- Ti ringrazio per avermi accolta nel tuo blog e per avermi dato l’opportunità di raccontare la mia esperienza. Ai lettori dico solo una cosa: grazie. Avete un grande compito e, da lettrice quale sono, lo riconosco. Dovete preservare la cultura nella memoria e nel tempo e trasmetterla a quelli che verranno. Non smettete mai di farlo, quindi. Noi scrittori cercheremo di rendere questo compito sempre più agevole e piacevole.

Biografia fornita dall'autrice.
Cetta De Luca (pubblica anche con lo pseudonimo Sed C. De Luca, nata a Cirò Marina, Crotone, 1960) è un’appassionata di viaggi, di storia medievale e rinascimentale e letteratura dell‘800 e del ‘900 italiano.
Il suo primo romanzo, Colui che ritorna (Edizioni Melody – Dicembre 2011) ha vinto il Premio Giuria Narrativa dell’edizione 2012 del Concorso Europeo Arti Letterarie Via Francigena e si è classificato tra i primi dieci per il Premio Letterario Sirmione Lugana, affiancando nomi come M.P.Ammirati, M.Gramellini, L. Ligabue.
Nata in una casa di donne è il suo secondo lavoro pubblicato nel febbraio 2013 da L’Erudita, progetto editoriale di Giulio Perrone Editore.
Ha pubblicato una raccolta di poesie in italiano e in inglese dal titolo Appunti (versione in inglese Appunti – Notes from the heart) e una raccolta di racconti umoristici dal titolo Cetteide, in vacanza con mia madre.

Dice di sé.
Mi chiamo Cetta De Luca e scrivo libri. Sono nata in un paese del sud Italia, a Cirò Marina, il paese che ha dato i natali a Aloisyus Lilius, astronomo geniale e visionario che ha creato il calendario gregoriano, e ho sempre trovato interessante questa “matrice” comune, il luogo di nascita, come se un particolare disegno astrale possa favorire la nascita di sognatori, e chi scrive, così come chi guarda le stelle, sognatore lo è.
Scrivo da sempre, poesie, brevi racconti, e sono appassionata di storia e di viaggi. Questo sicuramente traspare nelle mie opere ma da circa un anno è accaduto qualcosa di nuovo. Come racconta in uno suo celeberrimo libricino lo scrittore guatemalteco Eduardo Halfon sono stata colpita dall’angelo letterario, e la patologia di cui si comincia a soffrire da quel momento in poi attualmente (e per fortuna) non ha un rimedio.
Qualcuno ha pensato che per curarmi avessi bisogno di essere pubblicata, e così nel Dicembre del 2011 è uscito il mio primo romanzo, Colui che ritorna che mi ha dato e continua a darmi molte soddisfazioni. Ha vinto il Premio Giuria Narrativa del Concorso Europeo Arti Letterarie Via Francigena ed è tra i dieci finalisti del Premio Letterario Sirmione Lugana assieme a Gramellini, Ammirati, Ligabue e altri “scrittori”.
Poi ho scritto ancora, un romanzo e una particolare raccolta di racconti, e il romanzo è stato pubblicato da L’Erudita, un marchio Giulio Perrone Editore. Il romanzo si intitola Nata in una casa di donne e, a pensarci bene, la storia comincia tutta da lì, anche quella mia di scrittrice. Sono storie di donne che parlano alle donne, e agli uomini che decidono di incontrarle, di conoscerle con curiosità e rispetto. Sono storie intime e profonde, libere e sensuali, scaturite dalla necessità di ritrovare il bandolo segreto e misterioso che collega il femminile al mondo naturale, senza retorica né falso perbenismo.
Ho un ricordo non troppo lontano che è stato un sogno, quasi un presagio.
A Key West, davanti al mare che guarda Cuba, una signora un po’ agé stava seduta su una seggiola, il capo coperto da un cappello di paglia enorme, in mano un quaderno e una penna.
Scriveva un libro, sulla spiaggia di Hemingway. L’ho guardata a lungo e ho pensato: un giorno scriverò un libro, e poi un altro ancora, e poi verrò qui a scrivere, su questa spiaggia, davanti a questo mare. La realizzazione del sogno è vicina: è ora di comprare il biglietto aereo.